Tema del matrimonio e scenografia dell’allestimento: non sono la stessa cosa. E se non te ne fai una ragione… ahi ahi ahi.
Mi fai l’allestimento a tema viaggio come questo qui?
E io ti lancio addosso l’acqua santa al grido di “Vade retro!”
Non è il tema viaggio il problema.
Il problema è che stai facendo una confusione colossale e non è nemmeno colpa tua.
Da quando hai deciso di sposarti, i social, le amiche già sposate e lui, … sì… lui, il maledetto Pinterest, ti hanno mandato in pappa il cervello e ti hanno portata a credere che tema e scenografia del matrimonio siano due sinonimi intercambiabili (e mettici pure i fornitori che ti offrono “pacchetti scenografici” tanto per fare… scena!)
E INVECE NO!
Il tema è un ‘idea, qualcosa di astratto, di narrativo, un concetto attraverso cui gli sposi si raccontano: può essere il viaggio, Alice in Wonderland, il giappone, gli anni ‘70, il, mondo dark e così via.
È la sceneggiatura, l’universo di riferimento
La scenografia, invece è l’insieme degli elementi che portano a sentirsi dentro quel tema, è l’esperienza giocata su texture, volumi, luci e proporzioni che creano un’atmosfera.
Vuoi un esempio concreto?
Bene… vado di grosso calibro: il tema goth.
Ti sembra too much per un matrimonio?
Ti stupirò!

A meno che sia una festa di Halloween per adolescenti, la scenografia non deve necessariamente (anzi… proprio non deve!) banalizzarsi con teschi, pipistrelli e ragnatele, ma deve portarti nel mondo decadente del goth, fatto di broccati e tempo che non scorre, immobile e fine a se stesso. Una ricchezza e un lusso che hanno perso la loro spinta propulsiva, che non sono più conquista, ma banale dato di fatto.
E questo effetto lo ottieni con giochi di luci e ombre, tessuti pregiati, colori calibrati e forme opulente che bastano a loro stesse.
È aristocrazia annoiata che affonda nella sua immobilità immortale. È sprezzo per la vita impregnato di rimpianto e di ricordi.
Entrare in una scenografia capace di portarti dentro quest’emozione ti darà sensazioni molto più profonde e memorabili di un pipistrello che ti svolazza sulla testa (Ozzy Osborne, potrebbe sicuramente dire la sua in proposito!)
E qui viene il bello: lo stesso tema può generare scenografie completamente diverse. E scenografie simili possono servire temi apparentemente lontani.
Torniamo al viaggio.
Puoi leggerlo come un viaggio nell’immortalità tra giornate sempre uguali, senza passioni, tempo immobile e improvvisamente il goth e il viaggio si parlano.
Oppure puoi leggerlo come il viaggio di Alice: proporzioni surreali, specchi che distorcono, la ricerca di sé stessi dentro un mondo che non conosce le regole.
O come un trip psichedelico anni ’70 con colori che esplodono, logica che si scioglie, come una discesa agli inferi della mitologia classica, o come una fuga, il road movie americano, la polvere e l’orizzonte, Thelma & Louise che non guardano indietro.
Cinque viaggi e cinque scenografie radicalmente diverse.
Ridurre il tema viaggio a quattro valigie e due cartine geografiche non è solo stravisto, è sprecare un universo narrativo intero.
Perchè il tema è la sceneggiatura del tuo matrimonio, la scenografia è il set dove la storia prende vita.
E in quest’ottica, ti assicuro: anche le dimensioni contano.
È una questione di impatto emotivo. Quello che solo una scenografia sa produrre.